Quanto costa comprare un’azienda in Italia: tutte le voci di spesa

In breve: comprare un'azienda costa più del prezzo concordato. Al prezzo si aggiungono l'imposta di registro, il notaio, i consulenti, i costi del finanziamento e il capitale circolante per ripartire. In totale, conviene mettere in conto un 5-10% extra rispetto al prezzo, da calcolare prima di fare l'offerta.

Il prezzo concordato con il venditore è solo la prima voce. Chi compra un’azienda senza aver calcolato anche le spese accessorie rischia di restare a corto di cassa nei primi mesi, quando l’attività deve ripartire con il nuovo titolare. Qui trovi tutte le voci, con esempi numerici su attività tipiche.

Indice

  1. Il prezzo: cosa comprende
  2. Imposte e tasse sull’acquisto
  3. Notaio, consulenti e pratiche
  4. Il capitale per ripartire
  5. Quanto costa comprare: tre esempi
  6. Errori frequenti
  7. Domande frequenti

Il prezzo: cosa comprende

Il prezzo di vendita è il valore dell’attività con avviamento, beni e contratti. Non sempre include tutto. Prima di firmare, verifica cosa è compreso:

  • Avviamento. La parte più difficile da valutare: clientela, posizione, reputazione. Si paga solo se trasferibile.
  • Attrezzature e impianti. Macchinari, arredi, veicoli: chiedi l’elenco con la data di acquisto.
  • Magazzino. Di norma si valorizza a parte, voce per voce. Un magazzino vecchio vale meno di quello che gira.
  • Immobile. Se compri anche i muri, il prezzo dell’immobile si somma a quello dell’azienda.

Prendiamo un bar con prezzo richiesto di 100.000 euro. Se il magazzino vale 5.000 e le attrezzature 15.000, l’avviamento implicito è 80.000. La domanda da porsi è una sola: quanto tempo serve per ripagarlo con l’utile reale? Se il bar genera 20.000 di utile netto all’anno, quattro anni. Se ne genera 8.000, dieci: troppo, salvo rilancio.

Imposte e tasse sull’acquisto

L’acquisto di un’azienda sconta poche imposte, ma vanno conosciute prima di firmare.

Imposta di registro. La cessione d’azienda senza immobili sconta l’imposta di registro in misura fissa. [DA VERIFICARE: importo esatto della misura fissa alla data di pubblicazione.] Se nell’azienda è compreso un immobile, sull’immobile si applica l’imposta proporzionale, di norma il 9% del valore dichiarato. VERIFICATO: aliquota ordinaria del 9% per gli immobili non prima casa (DPR 131/1986).

IVA. La cessione d’azienda è esclusa dall’IVA. VERIFICATO: art. 2, comma 3, lettera b), DPR 633/1972. In pratica non paghi IVA sul prezzo: una differenza importante rispetto all’acquisto di un’attrezzatura singola.

Cessione di quote. Se compri le quote della società, non paghi l’imposta proporzionale di registro sul valore dell’azienda: la società resta la stessa. L’atto si registra solo in caso d’uso. [DA VERIFICARE: importo esatto della misura fissa per la registrazione in caso d’uso.]

Affitto d’azienda. Se rilevi l’azienda in affitto prima di comprarla, o strutturi l’operazione come affitto con riscatto, l’affitto d’azienda sconta l’imposta di registro del 3% sul canone. VERIFICATO: DPR 131/1986, tariffa.

La scelta tra comprare l’azienda o le quote cambia quindi anche le imposte d’ingresso. La approfondisci in Tasse e costi fiscali per chi compra.

Un dettaglio pratico: l’imposta di registro si calcola sul valore dichiarato nell’atto. Il valore va dichiarato con onestà e completezza: un valore sottostimato espone a contestazioni e sanzioni, senza vantaggi reali per chi compra. L’atto lo predispone il professionista, che assume anche la responsabilità della correttezza formale: per questo la scelta del notaio e del commercialista è una decisione economica, non una formalità.

Notaio, consulenti e pratiche

Notaio. La cessione d’azienda si fa per atto notarile se l’azienda comprende immobili, o comunque per garantire la forma scritta autenticata richiesta dalle banche e da molti contratti. VERIFICATO: per l’azienda senza immobili non è obbligatoria la forma notarile, ma è necessaria la forma scritta (art. 2556 c.c.). L’onorario del notaio dipende dal valore e dalla complessità: per un’operazione tipica da 50.000-300.000 euro, indicativamente qualche migliaio di euro. [DA VERIFICARE: onorario esatto, da preventivo notarile.]

Commercialista. Serve per la due diligence contabile, per strutturare l’operazione e per le prime dichiarazioni. Prevedi una consulenza iniziale e un forfait per il primo anno.

Legale. Contratto, verifiche su debiti e contenziosi, contratto di locazione. Anche qui un forfait, non una cifra a sorpresa.

Pratiche amministrative. Volture delle utenze, intestazioni delle licenze, subentro nei contratti. Costi contenuti ma tempo reale: conviene avviarle prima della firma, con la guida Subentro nei contratti in corso.

Finanziamento. Se ricorri a una banca, calcola interessi, spese di istruttoria e garanzie richieste. Il confronto tra gli strumenti disponibili è nella guida Finanziare l’acquisto di un’azienda.

Come si finanzia il costo complessivo

Il prezzo più le spese accessorie formano l’esborso totale: la cifra da coprire con mezzi propri o con il finanziamento. Le strade principali sono quattro.

Mezzi propri. La parte che nessun istituto può sostituire: banche e garanzie pubbliche chiedono comunque una quota di capitale proprio, di norma dal 20 al 30% dell’investimento.

Finanziamento bancario. Mutuo o finanziamento chirografario, con durata legata alla capacità di rimborso dell’azienda rilevata. La banca guarda i numeri dell’attività: un dossier di presentazione ordinato fa la differenza sul tasso.

Dilazione dal venditore. Parte del prezzo pagata in più anni, spesso con earn-out: una quota legata ai risultati dell’azienda dopo il passaggio. Riduce l’esborso iniziale e allinea gli interessi delle due parti. VERIFICATO il principio; le formule sono descritte nella guida Earn-out e struttura del prezzo.

Garanzie pubbliche. Strumenti che agevolano l’accesso al credito per le PMI, con condizioni da verificare presso gli istituti abilitati. [DA VERIFICARE: strumenti attivi alla data di pubblicazione.]

Il confronto completo tra gli strumenti, con pro e contro, è nella guida Finanziare l’acquisto di un’azienda.

Il capitale per ripartire

La voce che più spesso manca nei calcoli di chi compra è il capitale circolante: i soldi che servono per far funzionare l’azienda dal giorno uno.

Prendiamo un ristorante rilevato a novembre. Hai pagato 180.000 euro tra azienda e attrezzature. Ti restano da pagare: la prima rata dell’affitto con deposito cauzionale, gli stipendi del primo mese, i fornitori che non concedono ancora credito al nuovo titolare, un intervento sulla cucina. Se non hai previsto 30-40.000 euro di riserva, rischi di essere costretto a svendere promozioni pur di far cassa.

La regola pratica: prima di fare l’offerta, costruisci un budget dei primi sei mesi. Se il budget non torna, rinegozi il prezzo o ristrutturi il pagamento, non dopo la firma.

Quanto costa comprare: tre esempi

Esempi ipotetici, costruiti con valori realistici di mercato per mostrare il metodo. Nessuna cifra è un dato statistico: servono solo a capire l’ordine di grandezza.

VoceBar 100.000 €Ristorante 180.000 €PMI 500.000 €
Prezzo azienda100.000180.000500.000
Imposta di registro (fissa, senza immobili)[DA VERIFICARE][DA VERIFICARE][DA VERIFICARE]
Notaio e pratiche~2.500~3.500~6.000
Commercialista e legale (primo anno)~3.000~4.000~12.000
Capitale circolante consigliato15-20.00030-40.00060-100.000
Totale oltre al prezzo~21-25.000~38-47.000~78-118.000

Le cifre di notaio e consulenti sono stime indicative da verificare con preventivi reali.

Errori frequenti

Errori frequenti

  • Confrontare solo il prezzo, senza contare imposte, consulenti e capitale circolante.
  • Non chiedere cosa è incluso: magazzino e attrezzature vanno elencati prima della firma.
  • Pagare l’avviamento di un’attività che dipende da una persona sola, destinata ad andarsene.
  • Dimenticare il deposito cauzionale e le prime mensilità dell’affitto nel budget di ripartenza.
  • Firmare prima di aver letto il contratto di locazione: un canone fuori mercato erode il margine.
  • Chiedere un finanziamento che copre solo il prezzo, e scoprirsi senza cassa al primo mese.

Domande frequenti

Quanto costa in più rispetto al prezzo?

Indicativamente un 5-10% tra imposte, consulenti e pratiche, più il capitale circolante dei primi mesi. Il totale va calcolato prima dell’offerta, non dopo la firma.

Chi paga il notaio quando si compra un’azienda?

Di norma le spese notarili si dividono, ma la ripartizione è libera e va scritta nell’accordo. Chiedi un preventivo prima di firmare.

L’IVA si paga sull’acquisto di un’azienda?

No. La cessione d’azienda è esclusa dall’IVA (art. 2, comma 3, lettera b), DPR 633/1972). VERIFICATO.

Comprare l’azienda o le quote costa meno?

Dipende. La cessione di quote evita l’imposta proporzionale di registro sull’azienda, ma comporta l’assunzione di tutti i rischi della società, anche quelli che non conosci. La scelta va fatta con un professionista: la guida Cessione d’azienda, di ramo o di quote spiega le differenze.

Quanto capitale serve per ripartire?

Dipende dal settore e dalla stagionalità. Come ordine di grandezza: da uno a tre mesi di costi fissi, più il deposito cauzionale dell’affitto. Costruisci il budget prima dell’offerta.


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Contenuto divulgativo, non costituisce consulenza legale o fiscale. Verifica sempre il tuo caso specifico con un professionista.

Riferimenti normativi e fiscali: art. 2556 c.c. (forma scritta per la cessione d’azienda) — VERIFICATO; DPR 131/1986 (imposta di registro: misura fissa per le cessioni senza immobili) — [DA VERIFICARE: importo esatto della misura fissa]; DPR 131/1986 (imposta del 9% sugli immobili non prima casa) — VERIFICATO; DPR 633/1972, art. 2, comma 3, lettera b) (esclusione IVA per la cessione d’azienda) — VERIFICATO; DPR 131/1986, tariffa (affitto d’azienda al 3%) — VERIFICATO.

A cura della Redazione Approdo Cessioni

Aggiornato il · Tempo di lettura: 8 min

Contenuto divulgativo, non costituisce consulenza legale o fiscale.